Da "Corriere.it"
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Un saluto e l'impegno a non abbandonarli. Della vicenda dei marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, si parla anche durante la Festa dell'Aeronautica che festeggia il 90esimo anniversario a Napoli.
LE SCUSE - È il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che conferma la sua disponibilità a non abbandonare i due fucilieri. Anzi, fa di più. Si scusa. «Dico a Massimiliano e Salvatore che mi scuso per non essere stato capace di fare in modo che oggi fossero con noi in questa piazza».
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ALLIEVI - Sulla questione che scuote la politica italiana proprio durante il periodo delle consultazioni, Di Paola è intervenuto sottolineando che «non è vero che ci hanno messo cinque ore per decidere e che è stato ordinato loro di farlo. Hanno obbedito a loro stessi, al loro senso di responsabilità e dovere e alla loro parola data. Con lacerante sofferenza e senso del dovere hanno rispettato dovere e divisa».
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Nel suo discorso a Napoli, il ministro Di Paola ha detto: «Chi ha il privilegio del comando deve sapere che prima viene il rispetto delle istituzioni e poi le proprie emozioni». Questo vale sempre, ha aggiunto Di Paola rivolgendosi agli allievi dell'Accademia, «sia per un allievo che per il Capo di Stato maggiore, che per un ministro della Repubblica. Questo è l'esempio che viene dai marò e da tanti ufficiali che li hanno preceduti».
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TEMPESTA - Il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, rivolgendo il saluto alle autorità, agli allievi e ai rappresentanti dell'Aeronautica militare ha ringraziato il ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola «per non aver abbandonato la nave in un momento di tempesta». L'ammiraglio ha anche preso l'impegno a non lasciare soli di «due ragazzi»: «Non cesseremo di chiedere con tutta l'energia che Salvatore Girone e Massimiliano Latorre siano restituiti quanto prima ai loro affetti e al loro reparto».
Un grazie va anche a Salvatore e Massimo, ha aggiunto capo di stato maggiore della Difesa, «per aver affrontato quest'ulteriore prova di sofferenza. Non lasceremo mai soli questi nostri ragazzi fino a che la vicenda non sarà conclusa in Italia come in India».