Paolo Mastrolilli per "La Stampa"
Una donna sta guidando le operazioni clandestine della Cia, per la prima volta nella storia dell'agenzia di spionaggio americana, e potrebbe diventare il capo di questo servizio chiave.

A ostacolare la sua nomina definitiva, però, ci sono gli stessi problemi che hanno complicato la conferma del nuovo direttore, John Brennan: dopo gli attentati dell'11 settembre, lei aveva gestito il programma degli interrogatori segreti accusati di aver usato tecniche vicine alla tortura, e ha deciso la distruzione dei video che mostravano queste pratiche.
Il direttorato delle operazioni clandestine comanda tutte le attività più delicate della Cia, dal discusso programma dei droni ai raid più pericolosi in territorio nemico. È l'ufficio che ha fornito le informazioni su cui si sono basati i Navy Seals per lanciare il blitz in cui è stato ucciso Osama bin Laden, che proprio in questi giorni sta tornando sotto la lente dell'opinione pubblica, perché uno dei protagonisti dell'attacco ha smentito la versione ufficiale: quando è stato colpito - secondo questa fonte - il fondatore di al Qaeda non stava cercando di prendere in mano un fucile.

Il 28 febbraio scorso John Bennett, direttore delle operazioni clandestine della Cia, è andato in pensione, e il «Washington Post» ha rivelato che il suo posto è stato preso ad interim da una donna. Tutti i colleghi concordano che si tratta della persona giusta al posto giusto. È una veterana cinquantenne, che ha fatto esperienza in molte posizioni delicate: a Mosca e in varie altre città calde, e poi è tornata alla sede di Langley.

Nel 2004, quando il capo del Counterterrorism Center José Rodriguez era stato promosso alla guida delle operazioni clandestine, l'aveva scelta come capo del suo staff. In questa veste lei aveva gestito gli interrogatori segreti, e in particolare la prigione aperta in Thailandia dove una telecamera aveva registrato oltre 90 video di sessioni molto brutali.

Quando le basi legali per questo genere di pratiche erano state messe in discussione, Rodriguez e la sua assistente avevano chiesto di poter cancellare le immagini. In varie occasioni avevano ricevuto risposte negative, ma nel 2005 avevano firmato comunque l'ordine per distruggere i video. Dopo quell'episodio la donna era stata inviata a Londra e New York, e poi era tornata alla sede centrale di Langley come vicecapo delle operazioni clandestine.
Dal 28 febbraio guida il dipartimento, e per il presidente Obama sarebbe importante confermarla, dopo aver scelto un'altra donna, Julia Pierson, per dirigere il Secret Service che garantisce la sicurezza personale del capo della Casa Bianca. Brennan vorrebbe accontentarlo, ma teme che le polemiche sulle torture tornino ad accendersi, come era accaduto durante la sua conferma.
Quindi ha nominato una commissione di tre ex agenti, John McLaughlin, Stephen Kappes e Mary Margaret Graham, per valutare i candidati alla leadership delle operazioni clandestine. Il sospetto è che cerchi una copertura politica per negare la promozione.