Carlotta Scozzari per "l'Huffington Post"

Il Gruppo Seregni, guidato dal presidente Andrea Mastagni, ha messo gli occhi sulle dieci testate di Rcs Periodici che il gruppo che edita il Corriere della Sera ha deciso di cedere. Secondo quanto risulta all'Huffington Post, il manager spezzino che nel curriculum si definisce "specializzato in crisi delle imprese e strategie aziendali" e che nel marzo del 2011 ha rilevato, in stato di crisi, il gruppo stampatore Seregni-Fingraf, starebbe in questi giorni esaminando il dossier dei periodici appena messi in vendita dalla società che edita il quotidiano di via Solferino.
Del resto, il tempo stringe, perché la notizia della dismissione degli asset, che dovrebbe riguardare le testate Novella 2000, Visto, A, Max, Astra, Ok Salute, BravaCasa, l'Europeo, Astra, Yacht & Sail, oltre al polo dell'enigmistica, era stata annunciata alle sigle sindacali del gruppo editoriale dall'amministratore delegato di Rcs, Pietro Scott Jovane, l'11 febbraio, quando tra l'altro l'ad si era detto intenzionato a chiudere l'operazione entro due mesi.

Insomma, il tempo stringe, e forse è anche per questo motivo che le trattative tra le due parti, ossia il management del gruppo editoriale e Mastagni, potrebbero chiudersi già all'inizio della prossima settimana. Questo non significa che l'operazione non sia complessa: basti pensare che in un comunicato del 21 febbraio, la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), insieme con i comitati e i fiduciari di redazione del gruppo Rcs, chiedeva all'azienda "di non proseguire sul fronte delle dismissioni", ritenendo "non discutibile un progetto (il riferimento era al piano di ristrutturazione messo a punto da Jovane, ndr) che voglia soltanto stravolgere l'assetto delle testate e distruggere patrimoni accumulati negli anni".

A ben vedere, era da qualche giorno che il sedicente "Precario Rcs", su Twitter, forniva pillole di informazioni su Andrea Mastagni, ipotizzando un suo interesse alle testate in vendita. Tra l'altro, lo stesso Precario Rcs, proprio oggi, 27 febbraio, azzardava anche la possibilità che ad allungare gli occhi sul dossier dei Periodici possa essere pure il Gruppo Poligrafici Editoriale (Monti Riffeser), che ha appena ricevuto il via libera dal patto a svincolarsi dall'accordo che lega gli azionisti di Mediobanca.

Nel frattempo, sempre secondo quanto risulta all'Huffington Post, l'incontro che si sarebbe dovuto tenere il 28 febbraio tra il cdr (comitato di redazione) del Corriere della Sera - sul piede di guerra anche per la possibilità di un trasferimento della sede storica di via Solferino - e l'ad Jovane sarebbe stato anticipato a oggi, 27 febbraio.
Al centro dell'appuntamento, dovrebbe esserci stato il piano di ristrutturazione (che oltre alla cessione delle testate dovrebbe prevedere anche 800 esuberi nel gruppo) che potrebbe essere approvato dal consiglio di amministrazione di marzo (le ultime indiscrezioni ipotizzano uno slittamento al 14 rispetto alla data di venerdì 1 che era circolata negli ultimi tempi) insieme con la necessaria ricapitalizzazione da 400 milioni e il riscadenziamento della linea di credito da 1 miliardo.